"Imperare sibi maximum imperium est"

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lunedì 8 settembre 2014



Santa Sede: nuovo quadro economico





La Santa Sede sembra avere raggiunto un sostanziale equilibrio nel complesso percorso di riforma delle sue strutture economico-finanziarie. Tanto che (già nel luglio scorso) la Sala Stampa vaticana ha rilasciato un comunicato nel quale si indicano i principali obiettivi raggiunti e quelli futuri. Regista dell’operazione è il Cardinale australiano George Pell, Prefetto della Segreteria dell’Economia, coadiuvato da esperti laici e religiosi. Lo scopo di questa “rivoluzione”, inaugurata con Benedetto XVI e proseguita con Papa Francesco è duplice: da un lato armonizzare le istituzioni vaticane ai parametri internazionali di trasparenza e dall’altro porre in essere “nuove importanti iniziative per migliorare la gestione economica e amministrativa della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”. La Sala Stampa della Santa Sede ha precisato inoltre che questi ultimi “cambiamenti avviati dalla nuova Segreteria per l’Economia seguono un’analisi dettagliata dei risultati e delle raccomandazioni della Pontificia Commissione Referente di Studio e di Indirizzo sull’Organizzazione della Struttura Economico-Amministrativa della Santa Sede (COSEA) e sono considerati essenziali per affrontare le debolezze e i rischi identificati e allo stesso tempo per creare in futuro una nuova piattaforma per il miglioramento economico gestionale”. Il processo di riforma sì è deciso soprattutto con due importanti riunioni: quella del “Consiglio degli 8 Cardinali”, tenutasi dal 1° al 4 luglio scorsi, l’altra il 5 luglio durante la seduta del Consiglio per l’Economia. Entrambe le deliberazioni dei Consigli avevano avuto il beneplacito del Santo Padre, divenendo de facto immediatamente esecutive.

Oltre all’Istituto per le Opere di Religione (IOR), i settori investiti dal rinnovamento sono l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), i Media Vaticani e il Fondo Pensioni. Il Cardinale Pell ha altresì annunciato la creazione di un Project Management Office (così viene chiamato nella stessa nota della Sala Stampa) coordinato dall’ex Business Manager dell’Arcidiocesi di Sydney, Danny Casey. Inoltre entro settembre la Segreteria per l’Economia inizierà a preparare il budget per il 2015. L’obiettivo, specifica la nota, “è che tutti i dicasteri e le amministrazioni redigano un budget cui attenersi durante l’anno. La spesa (nella struttura concordata) sarà di responsabilità di ogni dicastero e amministrazione” e confrontata con il budget nel corso del 2015 anche per consentire che ogni eventuale surplus di spesa possa essere attribuito al dicastero o all’amministrazione in questione. 




La riforma del Fondo Pensioni in particolare sarà sottoposta ad un comitato tecnico composto da esperti laici guidati da un Segretario Prelato, Monsignor Brian Ferme. Ne faranno parte l’austriaco Bernhard Kotanko, il francese Antoine de Salins insieme gli italiani Prof. Nino Savelli e Andrea Lesca. E’ inoltre previsto che siano affiancati dai rappresentanti del Consiglio per l’Economia, della Segreteria di Stato e del Fondo Pensioni. Secondo le stime del Consiglio “le pensioni attuali e per la prossima generazione sono al sicuro” e si prevede “che i nuovi statuti siano disposti entro la fine del 2014 per adeguare l’organizzazione del Fondo Pensioni alla nuova struttura economico-amministrativa della Santa Sede”.

Non si può non notare come l’azione riformatrice che si sta compiendo entro le mura leonine sia di così vaste proporzioni da apparire complessa anche per l’osservatore più attento. Buona parte di questa complessità deriva principalmente dal fatto che, tramite diversi atti pontifici, nell’ultimo anno si sono susseguite diverse nuove istituzioni (commissioni, consigli, prefetture), alcune delle quali a “tempo determinato”, ovvero destinate a sciogliersi non appena assolto il compito per il quale sono state create, nonché rapidi ricambi nella governance dei principali organismi finanziari vaticani, a cominciare dallo IOR. Anche per questo motivo la nota della Sala Stampa del luglio scorso contribuisce a rendere più comprensibile il quadro complessivo.

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