"Imperare sibi maximum imperium est"

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lunedì 28 luglio 2014



Vacanze con intelligence



Si sa, l’estate è tempo utile per rinfrancar il corpo e lo spirito e una buona lettura può aiutare, soprattutto se di qualità. POLIBIO consiglia due volumi da poco dati alle stampe.
Il primo è “LIMES”, rivista italiana di geopolitica diretta dal Prof. Lucio Caracciolo, interamente dedicato all’intelligence, dal titolo A che servono i servizi. Nel volume, all’interno del quale, come da tradizione, sono presenti i contributi di diversi autori e studiosi, viene dato ampio spazio alle principali tematiche legate al mondo dell’intelligence, con particolare attenzione alle più importanti agenzie internazionali. Ad esempio, John Hulsman (membro permanente del ‘Council on Foreign Relations’ e saggista, autore, tra gli altri titoli, di una biografia di Lawrence d’Arabia intitolata To Begin the World Over Again), Dario Fabbri (giornalista esperto di America e Medio Oriente) e Federico Petroni (Consigliere redazionale di “Limes”) affrontano, con tre diversi interventi, il tema CIA (Central Intelligence Agency). Mentre Alfredo Macchi (giornalista esperto di Asia e Medio Oriente e curatore del blog “Zone di crisi” di Tgcom24) accompagna il lettore alla scoperta dei “segreti delle rivolte colorate”. Un intervento di Luca Mainoldi (esperto di geopolitica e storia dell’intelligence) disvela il rapporto ambivalente tra due intelligence alleate e amiche: quella israeliana (Mossad) e quella statunitense, mettendo in risalto particolari fino ad ora poco noti ai più. Restando sempre in terra d’Israele, Amir Rapaport (ricercatore associato al ‘Begin-Sadat Center for Strategic Studies’, Bar-Ilan University in Israele e direttore di “Israel Defense Magazine”) illustra, invece, “La metamorfosi dell’intelligence israeliana”. Interessanti anche i due contributi di Giorgio Cuscito (analista esperto di geopolitica cinese) e Mark Galeotti (Docente di ‘Relazioni internazionali’ al ‘New York University Center for Global Affairs’, esperto di sicurezza russa e già consigliere del British Foreign Office) rispettivamente dedicati all’intelligence informatica cinese e alla panoramica storica sui servizi segreti russi. Pregevole l’intervento di Paolo Scotto di Castelbianco (Responsabile della comunicazione istituzionale, Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza –DIS), interamente dedicato all’intelligence italiana e focalizzato sulle nove sfide per gli interessi nazionali, rappresentate, soprattutto, dalle competizioni geoeconomiche e dall’uso strategico delle info-technologies. Infine non poteva mancare uno sguardo, fatto attraverso l’analisi di Matteo Faini (Dottorando di Ricerca alla Princeton University), sullo spionaggio industriale, con particolare riferimento alla competizione sino-statunitense nella, cruciale e strategica, area dell’Asia-Pacifico.



Il secondo consigliato, anch’esso attinente al mondo dello “spy-sistem”, è un saggio di Janet Wallach (saggista, studiosa, Visiting Fellow al ‘Woodrow Wilson Institute’ e collaboratrice di diverse università americane e istituti di ricerca) sulla figura di Gertrude Bell: Desert Queen. The Extraordinary Life of Gertrude Bell: Adventurer, Adviser to Kings, Ally of Lawrence of Arabia (Paperback), edito per la prima volta nel 1996 e recentemente (2005) ripubblicato con una nuova postfazione. Gertude Bell (1868-1926) fu archeologa, esploratrice, studiosa e spia inglese nei primi decenni del Novecento. Esperta di orientalistica fu, nel primo dopoguerra, tra i consiglieri politici del giovane Winston Churchill, allora Segretario alle Colonie. Al pari del suo più popolare contemporaneo, Thomas Edward Lawrence (Lawrence d’Arabia) fu amica e consulente di leaders  e sovrani arabi. Entrambi, Gertrude Bell e T.E. Lawrence, furono agenti dell’Arab Bureau, la sezione dell’Intelligence britannica con sede al Cairo e avente responsabilità sul Medio Oriente. Dell’archeologa e spia inglese alcuni hanno sottolineato la (presunta) avversione per la Casa degli al-Saud, a cui, come accadde per Lawrence, avrebbe sempre preferito e sostenuto, nelle trame che in quegli anni si stavano disegnando nel Medio Oriente, quella degli Hashemiti, discendenti, in quanto appartenenti al clan dei Banu-Hashim, dal Profeta Maometto. 



L’importanza ancora oggi attuale della figura di Gertrude Bell si deve in buona parte al fatto che fu tra i principali consiglieri politici alla Conferenza del Cairo del 1921, convocata da Churchill, durante la quale furono poste le basi dell’assetto geopolitico del Medio Oriente moderno, inclusa la creazione (ex novo) dello Stato dell’Iraq, i cui confini inclusero confessioni religiose ed etnie fra loro diverse (sunniti, sciiti, yazidi, arabi e curdi). La sua morte, così come la sua vita, si tinse di giallo. Il 26 luglio 1926, infatti, il suo corpo fu ritrovato senza vita a Baghdad, apparentemente per un’overdose di sonniferi. Ancora oggi alcuni si chiedono se quell’assunzione così massiccia fosse volontaria (suicidio) o accidentale. Altri ancora non esitano invece a ritenere che la sua morte sia avvolta dal mistero che circonda la fine improvvisa e prematura di molte spie. Come fu, ad esempio, anche quella del suo più famoso collega, Lawrence d’Arabia.

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