"Imperare sibi maximum imperium est"

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lunedì 19 maggio 2014



Ritratto di Harry del Galles, il principe-guerriero dei Windsor



Da venerdì 16 maggio Sua Altezza Reale il Principe Harry (Henry Charles Albert David, 29 anni), secondogenito del Principe di Galles (e in virtù di tali natali, quarto in linea di successione al trono del Regno Unito) è in visita ufficiale sul continente. Durante il suo viaggio, organizzato dal Foreign Office (il Ministero degli Esteri britannico), SAR il Principe ha rappresentato Sua Maestà la Regina in Estonia e in Italia, partecipando a diverse manifestazioni ufficiali di carattere militare organizzate in quei Paesi per ricordare, principalmente, i veterani alleati che combatterono le battaglie della Seconda guerra mondiale. Ieri (domenica 18 maggio) il Principe è arrivato in Italia per presenziare al memoriale del Commonwealth War Cemetary di Montecassino, accompagnato da Lord Astor of Hever, Sottosegretario alla Difesa e Portavoce dei Lords per i temi della difesa. La visita si concluderà oggi (lunedì 19 maggio). 



Non è, si può forse ritenere, una mera casualità che il Governo e la Corona britannici abbiano scelto proprio il figlio cadetto di Carlo e Diana per rappresentarli. Il Principe è noto infatti per essere un soldato valoroso e amante della vita militare. Egli stesso, in passato aveva confidato questa sua inclinazione, tanto che può essere definito il principe-guerriero dei Windsor. Questo nonostante anche il fratello maggiore, il Principe William, Duca di Cambridge, abbia, per un certo periodo, prestato servizio nelle forze armate inglesi. In una intervista il Principe Harry spiegava come nell’esercito (il Royal Army) si trovasse a suo agio, affermando: “non devo sempre dimostrare chi sono”. Molti ricorderanno come dopo l’annuncio della “guerra al terrorismo” proclamata dagli Stati Uniti e dai loro alleati all’indomani dell’11 settembre 2001, il Principe Harry avesse espresso l’intenzione di recarsi al fronte insieme ai suoi compagni per compiere, sino in fondo, il suo dovere di soldato. In quel frangente i “fronti caldi” erano rappresentati dal teatro iracheno e da quello afghano. Inizialmente si pensò all’Iraq. 



Successivamente si scelse l’Afghanistan. I timori che gruppi islamici legati al fondamentalismo terrorista potessero vedere nel giovane Principe un obiettivo “sensibile”, esponendo a pericoli anche i suoi commilitoni, furono presi in seria considerazione. Fino all’ultimo i mass media non conobbero quale sarebbe stata la destinazione del Principe: se l’Iraq o l’Afghanistan. Anche per preservare la sicurezza sua e del reparto, un accordo rigoroso tra il Ministero della Difesa britannico e la stampa consentì al Principe Harry di operare nella massima riservatezza. In cambio i mass media ottennero che SAR si concedesse a loro, per alcune interviste, per tracciare un quadro intimo della sua personalità ad uso dei lettori, al termine dei quattro mesi di permanenza nel teatro afghano. 

Stemma personale di Henry del Galles


La discrezione fu conseguenza anche del fatto, come spiegò il Principe stesso, che egli non si fidasse dei media “per i ricordi” che ha del periodo in cui la madre, la Principessa Diana del Galles, era stata oggetto delle loro ossessive, ed eccessive, attenzioni. Alla stampa il Capitano Harry Wales (questo il nome da soldato del Principe) confidò di trovarsi a suo agio con i suoi compagni d’armi perché tutti “indossano la stessa uniforme e fanno la stessa cosa”. Per i suoi meriti durante la missione in Afghanistan, dove, in qualità di comandante, pilotò un elicottero d’attacco “Apache AH-64” (nell’ambito dell’Army Air Corps), fu decorato con la Operational Service Medal for Afghanistan



Per queste sue virtù militari ricorda molto da vicino due suoi augusti antenati che diedero lustro all’Inghilterra per mezzo dell’arte militare. Il primo è Edoardo Plantageneto (1330-1376), detto “il Principe Nero”, figlio, primogenito, di Edoardo III d’Inghilterra, famoso per il talento militare e per il coraggio personale; due caratteristiche che si manifestarono quando Edoardo era ancora sedicenne, durante la battaglia di Crécy (1346). Diede ulteriore prova delle sue doti militari nella successiva battaglia di Poiters (1356, combattuta durante la Guerra dei Cent’anni) che sbaragliò i francesi. Così Shakespeare fa descrivere al Re di Francia, Carlo VI di Valois, il timore suscitato, ancora un secolo dopo, dal solo ricordo del suo nome: “FRENCH KING Think we King Harry strong; And, princes, look you strongly arm to meet him. The kindred of him hath been flesh’d upon us, And he is bred out of that bloody strain That haunted us in our familiar paths; Witness our too much memorable shame When Cressy battle fatally was struck, And all our princes captiv’d by the hand Of that black name, Edward, Black Prince of Wales; Whiles that his mountain sire, on mountain standing, Up in the air, crown’d with the golden sun, Saw his heroical seed, and smil’d to see him, Mangle the work of nature, and deface The patterns that by God and by French fathers Had twenty years been made. This is a stem Of that victorius stock; and let us fear The native mightiness and fate of him” (Henry V Act II, scene IV) [“RE DI FRANCIA Facciamo conto che Re Harry sia forte, e voi, principi, armatevi bene per muovergli contro. La sua casata si è fatta forte sulla nostra pelle, ed egli discende da quella stripe sanguinaria che ci ha braccati sul nostro stesso terreno. Basti pensare alla nostra memorabile umiliazione al tempo della fatale battaglia di Crécy, quando tutti i nostri prìncipi finirono in mano a quel nero personaggio, Edoardo di Galles il Principe Nero, mentre quel gigante, suo padre, dall’alto di un colle gigante, stagliandosi sul cielo, circonfuso dal sole dorato, contemplava la sua eroica semenza, e sorrideva a vederlo fare macello della natura e sfigurare gli stampi di nobiltà, che Dio e i padri di Francia avevan creato in vent’anni. Quest’uomo è un virgulto di quel ceppo di vincitori: e dobbiamo temere la sua innata potenza e i suoi alti destini”; trad. it. Andrea Cozza, ed. Garzanti].

Edoardo "il Principe Nero", (di Benjamin Burnell, 1820)


Il secondo è il, più popolarmente, famoso Enrico V di Lancaster (1386-1422), a cui la penna di Shakespeare dedicò ben due drammi storici, di cui uno (The Life of King Henry the Fifth, 1598-99) come “protagonista”. Di Enrico V, rimane famoso il temperamento scapestrato in gioventù, riscattato poi, una volta salito al trono, dall’impresa con cui nel 1415 conquistò la Francia, sconfiggendo il fior fiore dell’aristocrazia militare francese nella celebre battaglia di Azincourt (Agincourt). 

Enrico V


Come per la quasi totalità dei componenti del corpo Ufficiali del Royal Army, la formazione militare del Principe Harry è maturata nella, prestigiosa, Royal Military Academy Sundhurst (nata nel 1947 dalla fusione tra la Royal Military Academy di Woolwich e il Royal Military College), situata nel Berkshire, a poche decine di chilometri da Londra, dove fu accolto nel 2005, dopo gli studi superiori a Eton.




A Sundhurst, il Principe Harry conseguì (2006) il grado di “second lieutenant” (equivalente, grosso modo, di sottotenente) nell, entrando nel reggimento “Blues and Royal” (Royal Horse Guards and 1st Dragoons), un reparto facente parte della Household Cavalry, la “Guardia Reale” della Regina. 

Carlo Principe di Galles in uniforme di Colonnello del Royal Regiment of Wales (sul berretto il porro, simbolo della tradizione militare gallese)


Questa particolare predilezione per il servizio militare da parte di un esponente di Casa Windsor non deve stupire. Lo stesso Principe Carlo riveste un ruolo militare all’interno delle forze armate britanniche; è infatti Colonnello del Royal Regiment of Wales. Questo corpo si distingue, ancora oggi, per portare sul berretto un porro, simbolo legato alla tradizione militare gallese e a San Davide. Anche altri membri della Royal Family, oltre al Principe Harry hanno servito o rivestono gradi (anche onorifici) nelle forze armate britanniche, come, ad esempio, il Duca di York, (in passato in servizio attivo come) ufficiale nella Royal Navy.



Il Principe Harry è attualmente anche patrocinatore di diverse organizzazioni impegnate nel sociale. Nel marzo di quest’anno ha infattu lanciato un’iniziativa sportiva rivolta ai veterani e ai membri che servono o hanno servito nelle forze armate, i “Giochi Invictus” (“Invictus Game”), che si terranno a Londra dal 10 al 14 settembre prossimo, a cui parteciperanno più di 300 atleti militari (anche di altri Paesi), che gareggeranno in varie discipline sportive, tra cui atletica leggera, tiro con l’arco, basket in carrozzina, ciclismo su strada, indoor rowing, rugby per disabili, nuoto, pallavolo su carrozzina e driving challenge.

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