"Imperare sibi maximum imperium est"

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sabato 8 marzo 2014



Crimea: la Flotta russa del Mar Nero vigila. Intanto Washington fa confluire forze navali nel Mediterraneo orientale


l'incrociatore lancia missili "Moskva"
Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica l’Ucraina proclamò la propria indipendenza da Mosca nel 1991. Subito nacque il problema della Crimea, abitata in prevalenza da russi e sede dell’importante base navale sovietica di Sebastopoli. Kiev e Mosca trovarono alla fine un accordo: la penisola avrebbe continuato a far parte integrante del territorio ucraino e Sebastopoli sarebbe rimasta in uso alla Flotta russa del Mar Nero, le cui unità (in massima parte) sarebbero confluite nella nuova Marina militare delle neonata Federazione Russa. Da quel momento Sebastopoli divenne un centro di importanza strategica per la capacità di proiezione della forza militare russa, in particolare nel Mediterraneo e nel Medio Oriente (dove la base navale di Tartus in Siria, costituisce un punto d’appoggio per le unità del Mar Nero). 




La base di Sebastopoli è costituita da una serie di strutture portuali dove sono ancorate le navi russe. Queste sono il porto di Yuzhnaya, di Karantinnaya, di Streletskaya e infine quello di Kazachya. Tutti e quattro ospitano unità navali russe, compresa l’ammiraglia della Flotta del Mar Nero, l’incrociatore lanciamissili da battaglia “Moskva”. A Yuzhnaya è presente anche un distaccamento di truppe costiere. Il numero complessivo delle forze russe in Crimea è regolato dall’ “Accordo tra la Federazione Russa e l’Ucraina sui parametri della divisione della Flotta del Mar Nero”, siglati a Kiev il 28 maggio 1997. Questi parametri prevedono un numero massimo di 25.000 uomini (compresi ufficiali e truppa, al maggio 2013 ammontavano a 21.000 effettivi, tra cui anche reparti di Fanteria di Marina), 24 sistemi d’artiglieria, 132 veicoli blindati e 22 aerei. Oltre a Sebastopoli, i russi sono presenti nel resto della Crimea con truppe, velivoli militari e, in particolare a Ordzhonikidze (nella parte sudorientale della Crimea), con ulteriori unità navali. 


la USS "George H.W. Bush" in navigazione


La nave ammiraglia “Moskva” (“classe Slava”, in codice NATO) ha un equipaggio di 680 uomini con un’autonomia di 7.000 miglia potendo raggiungere una velocità massima di 32 nodi. Varata nel 1979 è entrata in servizio nel 1983 con un dislocamento di 11.300 tonnellate. E’ lunga 186 metri, larga 21 e raggiunge un’altezza massima di 42,5 metri. L’armamento è composto da sistemi lancia missili anti nave e anti portaerei. A prua sono montati i sistemi d’artiglieria “AK 630” da 30 millimetri e il canone navale tipo “AK-130” da 130 mm. Ma il vero potenziale di fuoco è rappresentato dai 16 tubi lancia missili tipo “PKRK Basalt (Volcano)”, nome in codice NATO “SS-N-12 Sandbox”. L’armamento di prua è completato dal sistema anti sommergibili RBU-6000. A poppa sono invece montati sistemi anti aerei tipo "ZRK Fort", missili superficie-aria “ZRK Osa” e tubi lancia siluri (torpedo). La “Moskva” imbarca anche un elicottero anti sommergibile (e anti nave) Ka-27. Ieri (venerdì 7 marzo) gli Stati Uniti hanno inviato un cacciatorpediniere lancia missile nel Mar Nero. E' vero che "una nave da guerra non fa una battaglia navale", ma i segnali di una possibile escalation navale ci sarebbero tutti. Il 3 febbraio scorso infatti Washington aveva già inviato due navi da guerra nelle acque del Mar Nero, il cacciatorpediniere lancimissili USS (United States Ship) "Ramage" e la nave comando della Sesta Flotta USS "Mount Whitney", con a bordo 600 Marines. In aggiunta a queste tre unità stanno confluendo nel Mediterraneo orientale altre navi della Quinta e Sesta Flotta US, tra cui la portaerei a propulsione nucleare USS "George H.W. Bush", (classe Nimitz, CVN-77), salpata, con il suo gruppo navale di appoggio, il 15 febbraio scorso dalla base della US Navy di Norfolk in Virginia e transitata attraverso lo stretto di Gibilterra il 27 febbraio. La "George H.W. Bush" ha un equipaggio di 5680 uomini (tra marinai e avieri) e può imbaracare fino a 90 velivoli, tra caccia ed elicotteri. Dalla base di Rota, in Spagna, dovrebbe inoltre salpare la USS "Donald Cook", un cacciatorpediniere lancia missili con capacità anti missibili balistici. Queste unità hanno, ufficialmente, il compito di coordinare le operazini di sicurezza marittima nelle aree di operazione.


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