"Imperare sibi maximum imperium est"

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giovedì 6 marzo 2014



La pace mondiale (di nuovo) a rischio?





“E’ a rischio la pace mondiale”. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha così commentato oggi (giovedì 6 marzo) la decisione del parlamento della Repubblica Autonoma di Crimea di indire un referendum per la secessione dall’Ucraina, da tenersi il prossimo 16 marzo. La piccola repubblica russofona avrebbe infatti deciso di optare per l’annessione alla Federazione Russa. Il neo Primo Ministro ucraino Arsenij Yatseniuk ha dichiarato che il “referendum è illegittimo”, aggiungendo che la Crimea “è e resterà Ucraina”. Intanto la situazione interna ucraina sembra prendere una china pericolosa. La magistratura di Kiev ha infatti emesso mandati di arresto per il premier e per il presidente del parlamento di Crimea, Serghii Aksionov e Vladimir Kostantivov. Sembra inoltre che le forze russe in Crimea si stiano preparando al peggio. Dall’inviato de "IlGiornale", Fausto Biloslavo, giunge la notizia che la Flotta russa del Mar Nero di base a Sebastopoli abbia affondato una vecchia nave per bloccare la Baia di Donoslav, considerata strategica per l’ingresso nelle acque della Crimea. Acque nelle quali, sempre secondo l’inviato de “IlGiornale”, attualmente incrocerebbero tre unità da battaglia russe salpate dalla base di Sebastopoli. Nell’arco di poco più di sei mesi questa che si sta consumando in Ucraina è la seconda crisi internazionale, dopo quella siriana dell’agosto-settembre 2013, in cui viene evocato lo spettro di un (nuovo) conflitto mondiale, quasi come si fosse oramai giunti ad una "soglia dei tempi". Nelle principali capitali europee, da Bruxelles a Roma (dove sempre oggi si è tenuta la Conferenza sulla Libia, che ha visto la presenza del Segretario di Stato US, John Kerry e del ministro russo degli Esteri, Sergej Lavrov), passando per Parigi, sono in corso da diversi giorni febbrili consultazioni. Nei giorni scorsi la Polonia, membro della NATO, aveva chiesto una riunione urgente sulla base dell’articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico, che prevede consultazioni tra gli alleati nel caso uno di essi si senta minacciato. La richiesta era stata subito accolta. 




Ieri (mercoledì 5 marzo) un comunicato ufficiale del Segretario Generale della NATO, (il danese) Anders Fogh Rasmussen affermava che: “The situation in Ukraine presents serious implications for the security and stability of the Euro-Atlantic area. And Russia continues to violate Ukraine’s sovereignty and territorial integrity, and its own international commitments. So NATO decided today to take a number of immediate steps” (“La situazione in Ucraina presenta serie implicazioni per la sicurezza e la stabilità dell’area Euro-atlantica. E la Russia continua a violare la sovranità e l’integrità territoriale ucraina, e i suoi impegni internazionali. Così la NATO ha deciso oggi di prendere una serie di immediate misure”). Secondo il sito “La Voce della Russia” il Pentagono avrebbe disposto l’aumento della presenza di aerei da combattimento nei Paesi Baltici, inviando altri caccia F-15s, con il compito di pattugliare lo spazio aereo di Lettonia, Lituania ed Estonia. Questi nuovi velivoli si aggiungono ai quattro già impegnati nei cieli baltici sotto bandiera della NATO, per un totale di 10 aerei, cui si deve aggiungere anche un KC-135 "tanker" per rifornimento in volo.


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