"Imperare sibi maximum imperium est"

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mercoledì 26 febbraio 2014



Scienziati e militari russi alla scoperta dei "misteri polari"

Recentemente la Federazione Russa ha confermato, per bocca del suo Primo Ministro Dmitrij Medvedev, la propria politica “polare”. Già il 10 dicembre scorso il Presidente russo Vladimir Putin aveva chiesto di rivolgere una maggiore attenzione all’area artica, incentivando la creazione di nuove strutture di tipo anche militare, come ad esempio la nuova forza navale unificata per il teatro dell’Artico. Per quanto riguarda invece l’Antartide, Medvedev ha ribadito l’intenzione di proseguire con il piano d’azione riguardante le spedizioni scientifiche fino al 2017. “Il compito principale dello Stato”, riportava il sito “La Voce della Russia” “è il rafforzamento degli interessi geopolitici della zona”. Quali interessi geopolitici? Potrebbe chiedersi qualcuno, considerato che le terre antartiche sono interdette allo sfruttamento, in ossequio agli articoli del Trattato Antartico (detto anche "Trattato di Washington") in vigore dal 1961 e firmato anche dall'Unione Sovietica il 2 novembre 1960. L’articolo I del documento recita infatti espressamente che: “L’Antartide deve essere utilizzata solo per scopi pacifici. E’ proibita l’installazione di basi militari, fortificazioni, manovre militari e il test di qualunque tipo di arma. Il Trattato non impedisce l’impiego di personale militare o equipaggiamento militare per scopo scientifico o per altri scopi pacifici”. Questo vincolo non ha certo impedito che nel corso degli anni vari Stati rivendicassero diritti territoriali. Oggi sono circa una decina i Paesi interessati allo sfruttamento del territorio antartico, ricco, a quanto pare, di idrocarburi e risorse minerarie. Le dichiarazioni russe sembrano volere infrangere questo “tabù”. Accanto alla tradizionale attività scientifica, a breve potrebbe infatti accompagnarsi anche la valorizzazione economica. Gli investimenti russi, per il momento ancora limitati al campo scientifico, sono del resto ingenti. 



L’ultimo badget approvato dal Ministero delle Finanze è pari a un miliardo di rubli e prevede il finanziamento di spedizioni terrestri e marine. Le attenzioni degli scienziati russi della base Vostok (Antartide orientale) si sono recentemente concentrate sull’esplorazione del Lago subglaciale dall’omonimo nome. Sepolte sotto uno spesso strato di ghiaccio le sue acque dolci si sono conservate per 15 milioni di anni. 


Nel 2012 gli scienziati russi hanno perforato il ghiaccio e prelevato 40 litri di acqua per analisi. Intorno al Lago Vostok sono sorte subito speculazioni riguardanti misteriose forme di vita (batteriche) che sarebbero state scoperte. Alcuni asseriscono addirittura che queste sarebbero di origine extra terrestre. Nonostante l’assenza di comunicati ufficiali, anzi forse proprio per questo motivo, le voci si sono rincorse. Ultimamente gli scienziati russi sembrano avere “naso” per questo genere di scoperte insolite. Secondo i mass-media russi infatti, la sezione dell’Estremo Oriente dell’Accademia Russa delle Scienze avrebbe scoperto nelle acque dell’Artico una creatura sconosciuta dalle proporzioni gigantesche. Nonostante oggi la regione del Polo Sud sia interdetta allo sfruttamento economico e alle operazioni militari c’è stato un periodo in cui essa non era (ancora) soggetta a vincoli di alcun tipo. Ad esempio, nel 1947, l’Antartide fu obiettivo di una spedizione delle forze armate degli Stati Uniti. Nel 1946 il Segretario alla Marina degli Stati Uniti, James Forrestal, organizzò la più poderosa missione antartica degli USA, l’operazione "Hig jump", ufficiamente con scopi esplorativi scientifici. Nonostante ciò pare si trattasse di una vera e propria forza di spedizione militare. La componevano infatti la nave Mount Olympus, aerei, idrovolanti, elicotteri, tredici altre navi appoggio e la nuova portaerei USS "Philippine Sea", appena varata, al comando dell’Ammiraglio Richard Byrd. In totale 4.500 uomini delle forze armate USA, divisi secondo uno schema tipico di una campagna bellica, ovvero: un gruppo orientale, centrale e occidentale. Il gruppo centrale raggiunse il Mare di Ross il 30 dicembre 1946, iniziando le operazioni che terminarono nel febbraio dell’anno successivo. Il 5 marzo 1947 il quotidiano cileno “El Mercurio” pubblicò un articolo sulla missione americana, nel quale si riportava una dichiarazione di Byrd che suonava così: “L’ammiraglio Byrd ha dichiarato che oggi è di importanza fondamentale per gli Stati Uniti attuare misure difensive contro la possibile invasione del Paese di mezzi aerei in partenza dai Poli”. A quali mezzi aerei si riferiva l’alto ufficiale statunitense, dato che l'Antartide era una landa gelida e disabitata? 

bandiera della Nuova Svevia
Secondo alcuni, Byrd si sarebbe riferito, in termini sibillini, alla presenza di basi segrete naziste (in particolare una fantomatica “Base 211”, detta anche “Nuova Berlino”), nelle quali, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, avrebbero trovato rifugio  alcuni transfughi del Terzo Reich, che vi avrebbero trasferito conoscenze e tecnologie segrete relative ad avanzatissime macchine volanti equiparabili, per le loro prestazioni, ai moderni "UFO". Fantascienza si potrebbe obiettare. 



Un fondamento di verità in tutte queste speculazioni tuttavia esiste. Nel 1938, infatti, una spedizione tedesca aveva issato la bandiera del Terzo Reich in una zona del Polo Sud ribattezzata Nuova Svevia (Neuschwabenland), situata nella Terra della Regina Maud. 
Questo territorio antartico fu rivendicato dalla Germania dal 19 gennaio 1939 all’8 maggio 1945. I tedeschi avevano in progetto altre due spedizioni per gli anni 1939-40 e 1940-41.




Gli eventi bellici legati al Secondo conflitto mondiale impedirono il loro svolgimento. A questo aspetto tuttavia, nel 2006, il canale televisivo russo “Tv Channel Russia” ha dedicato un ampio documentario nel quale, tra i vari esperti, sono stati intervistati alcuni esponenti delle Forze Armate della Federazione Russa, che si dissero dubbiosi circa il fatto che la spedizione statunitense del 1947, guidata dall’Ammiraglio Byrd, avesse, solo, finalità scientifiche. Il documentario è visionabile, con sottotitoli in inglese, su YouTube dove ne esistono diverse versioni. Qui lo propongo nella versione di 44 minuti.






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